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I primi insediamenti nel territorio di Ariano risalgono al neolitico e sono stati rinvenuti nell’area a nord-est dell’attuale centro cittadino, in località La Starza, dove il torrente omonimo confluisce nel fiume Miscano. I reperti, provenienti da un villaggio di capanne preistorico risalente al Neolitico inferiore, sono datati a partire dal VII millennio a.C. fino al 900 a.C., quando il sito viene presumibilmente abbandonato.

Alle prime popolazioni dell’Appennino segue una tribù dei Sanniti, gli Irpini, che fonda la città di Aequum Tuticum nella zona di S. Eleuterio, poco lontano da La Starza, al confine con il comune di Castelfranco in Miscano. Il centro, romanizzato durante la terza Guerra Sannitica, riveste grande importanza strategica rispetto alle vie di comunicazione dell’epoca essendo uno snodo tra Sannio, Campania, Lucania ed Apulia. In epoca sannitica la cittadina probabilmente funge da stazione di sosta sul tragitto del Tratturo Pescasseroli - Candela. I Romani la ersero a municipio al centro dei traffici tra Tirreno ed Adriatico, trovandosi lungo il tragitto della Via Aemilia, una diramazione dell'Appia diretta a Luceria. In seguito diviene sosta obbligata trovandosi laddove si intersecano la Via Appia Traiana, costruita tra I e II secolo e che andava da est a ovest, e la Via Herculia, costruita nel II secolo ed avente direzione nord-sud. Durante il IV secolo, parallelamente alle invasioni barbariche, inizia il declino di Aequum Tuticum, finché non se ne perdono le tracce intorno al VII secolo. A quest’epoca risalgono i primi insediamenti su un’altura posta 8 km a sud: il tricolle dell’attuale Ariano. La posizione rialzata la rende facilmente difendibile e diviene un’importante roccaforte dei Longobardi che intorno al X secolo edificano il castello.

Durante il secolo XI un gruppo di cavalieri normanni ribelle al dominio bizantino e alleato coi principi longobardi fonda la Contea di Ariano. Con gli anni cresce il dominio normanno nell’Italia meridionale e Ariano assume un ruolo di primaria importanza; viene potenziato il castello e la città diviene uno dei centri più importanti del tempo con una contea che estesa fino al Sannio. Nel castello di Ariano, nel 1140, Ruggero II d'Altavilla detto Il Normanno, Rex Siciliae, ducatus Apuliae et principatus Capua, vi tenne il suo primo parlamento nella parte continentale del Regno di Sicilia. Qui emanò le Assise di Ariano, la costituzione del Regno un corpus legislativo, ispirato al diritto romano, al Codice Giustinianeo, all'Editto di Rotari, al diritto canonico, alle testimonianze bibliche e cristiane, che verrà adottato quasi integralmente e con poche variazioni nelle Costituzioni di Melfi di Federico II di Svevia. Nello stesso anno viene battuto il Ducato che può essere considerato la prima moneta nazionale.
Con la fine della dinastia normanna e l'avvento della casa di Svevia sul trono del regno di Sicilia, inizia per la città un periodo infelice fatto di guerre, saccheggi e devastazioni. Si ricorda in particolare che nel 1255 Manfredi di Svevia assedia la città. Ariano resiste duramente all'assedio grazie alle mura ed alla natura combattiva degli abitanti, finché un gruppo di lucerini, fingendosi disertori dell'esercito di Manfredi, viene accolto nella città. Nella notte, in realtà, essi rivelano la loro doppia faccia, saccheggiandola e distruggendola col fuoco, oltre a farne strage degli abitanti. A ricordo del tragico evento c'è ancora una strada chiamata per tale motivo "La Carnale".
Nel 1269, Carlo I d'Angiò, dopo aver sconfitto Manfredi di Sicilia nella battaglia di Benevento e conquistato il regno, decide di ricostruire la città e, in segno di riconoscenza per la fedeltà dimostrata al papato, dona due spine della corona di Cristo, ancora oggi conservate in un reliquiario all'interno del Duomo di Ariano.

Ai Normanni succedono gli Svevi. Ariano subisce saccheggi e devastazioni a causa degli uomini e dei violenti terremoti. Tramontato il regno degli Angioini, la Città passa nelle mani della famiglia Provenzale dei de Sabran dal 1294 al 1413. Si succedono poi i Carafa ed i Gonzaga.

Nel 1495 la città sarà comprata da Alberico Carafa, il quale riceverà dal re Ferdinando II di Napoli, il titolo di “Duca di Ariano” nel 1498. I Carafa la conserveranno fino al 1532, quando Carlo V la concederà ai Gonzaga, per poi passare ai Gesualdo nel 1577. Sono questi gli ultimi anni del regime feudale. Il 2 agosto 1585, infatti, Ariano si riscatta, viene reintegrata nel demanio e diventa Città regia, andando a dipendere direttamente dal Viceré del Regno di Napoli. Questo status la porterà nei secoli successivi a rimanere fedele alla corona e ad opporsi energicamente sia ai moti di Masaniello tra il 1647-48, sia a quelli risorgimentali del settembre 1860. Dopo l'unità d'Italia fu sede della sottoprefettura fino al 1926. Nel 1868 la città entrò ufficialmente a far parte della Puglia, acquistando la denominazione di Ariano di Puglia che durò fino al 1930, quando ripassò a far parte della Campania, cambiando così definitivamente il proprio nome in Ariano Irpino.
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Ariano Irpino
Ariano Irpino
Territorio
Altitudine 817 m s.l.m.
Superficie 186,74 km²
Abitanti 22.890
Densità 122,58 ab./km²
Frazioni Accoli, Ariano Irpino-Martiri, Bassiello, Carpiniello, Case Ex Bellangelo, Case Oliva, Case Petrozza, Case Sicuranza, Case Stillo, Castaglione Ii, Cervo, Costa San Paolo, Croce Anselice, Ficucelle, Fontana Angelica, Foresta, Frolice, Gaudiciello, Grignano Ii, Macchiarello, Masciano, Masseria Bongo, Masseria Capoiazzo, Masseria Chiuppo Di Bruno, Masseria Cusano, Masseria La Falceta, Masseria Le Monache, Masseria Montagna, Masseria Montefalco, Masseria San Giovanni, Masseria Scarpellino, Masseria Starza, Patierno, Pianotaverna, Ponnola, Ponte Losbergo, San Vito, Santa Barbara I, Santa Barbara Ii, Santa Maria A Tuoro, Santa Regina, Serra, Serralonga, Stratola, Tesoro, Torre Degli Amanti, Tranzano, Tressanti, Trimonti, Valdugliano Ii, Valdugliano Iv, Valleluogo
Comuni confinanti Apice (BN), Castelfranco in Miscano (BN), Flumeri, Greci, Grottaminarda, Melito Irpino, Montecalvo Irpino, Monteleone di Puglia (FG), Savignano Irpino, Villanova del Battista, Zungoli
Altre informazioni
Cod. postale 83031
Prefisso 0825
Cod. ISTAT 064005
Cod. catastale A399
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
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Messaggio
Livello di criticità ordinaria.
venerdì 3 febbraio 2017
       
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